Prosegue il nostro viaggio assieme ai partner di Promoball per raccontarvi come stanno vivendo questa difficile situazione, oggi parliamo con Eugenio Ceravolo di Mizuno:

Quel è stato il suo stato d’animo in questo periodo di emergenza?
Dobbiamo essere positivi, non nel senso clinico ospedalieri, ma nei confronti dell’attuale situazione e del futuro. E’ importante cercare di guardare avanti con ottimismo e capire come affrontare nel migliore dei modi questo nuovo modo di vivere la quotidianità e che forse ci sta insegnando e ci insegnerà tante cose nuove e ci farà riscoprire quanto fosse bella quella vita che ogni giorno disprezzavamo. Passerà e come tutti i momenti difficili nella storia porterà dei cambiamenti e dovremmo essere bravi a cogliere le nuove opportunità che si paleseranno.

Come è cambiata la sua attività lavorativa in questo periodo?
Tanto smart working, una nuovo modo di vivere il lavoro, la quotidianità e la famiglia. Forse questa situazione ci ha allineato un pò agli altri Paesi Europei e al resto del mondo. Purtroppo una grandissima riduzione di richiesta da mondo dello sport e diciamo che se prima subivamo le richieste del mercato oggi dobbiamo inventarci nuove strategie, nuove condizioni commerciali, nuove attività…Come tutti ci siamo dovuti reinventare per essere attivi rispetto all’attuale situazione e non subirla passivamente. Se stati fermo, come nello sport, non vincerai mai. La palla va sempre attaccata, anche se l’alzata del palleggiatore non è stata delle migliori…sicuramente qualche allenatore non sarà d’accordo con me, ma io la vita l’ho sempre vista così…

Come sta avvenendo e come pensa che sarà la ripresa economica? Si sente ottimista?
Sarà purtroppo una lunga ripresa. E’ impossibile pensare che la ripresa sarà veloce. Nessuno era pronto e molti settori sono ancora fermi e rimarranno fermi ancora per parecchio tempo… Sicuramente ci vorrebbe più collaborazione e molto meno egoismo da parte delle persone. Se tutti remassimo dalla stessa parte sarebbe tutto più semplice, invece ognuno pensa a come emergere singolarmente da questa situazione…diciamo che lo sport e in particolare la pallavolo, potrebbe insegnare tanto: Solo la collaborazione e il lavoro di squadra possono portare a dei risultati.

Quale è il suo pensiero in riferimento alla sospensione definitiva della maggior parte degli eventi sportivi?
Purtroppo era ed è inevitabile…Sono dell’idea che non possiamo in alcun modo permetterci di buttare all’aria lo sforzo fatto in questi mesi e una ricaduta a breve sarebbe davvero impossibile da gestire a livello economico. Ovviamente mi auguro di tornare il più presto possibile a vivere, praticare e lavorare in palazzetti, stadi ed eventi pieni di gente

Ritiene che, quando sarà possibile riprendere le attività sportive, sarà davvero tutto come prima?
Penso che dovremmo abituarci a convivere con un nuovo modo di vedere e praticare lo sport per almeno un paio di anni.

Cosa pensa succederà al mondo dello sport che, quasi completamente, dipende dal contributo degli sponsor? Cosa crede bisognerebbe fare per incentivare una ripartenza in questo senso?
Il mondo dello sport, soprattutto lo sport di squadra sta subendo un cambiamento epocale. Negozi, aziende, società sportive dovranno fare i conti con una riduzione sostanziale di tutte le sponsorizzazioni e le sovvenzioni. Cosa bisognerebbe fare? Sinceramente vedo difficile un’intervento pubblico e far ricadere tutti i costi sulle famiglie, che sono l’ultimo anello di questa filiera è davvero una cosa impossibile. Faccio oggettivamente fatica a rispondere a questa domanda. Solo un ritorno, quantomeno parziale, all’attività sportiva potrà farci uscire da questo momento di crisi.

Cos’è per lei lo sport?
E’ sempre stato e sempre sarà una parte integrante e fondamentale della mia vita e oggi per fortuna oltre a praticarlo, viverlo, guardarlo e anche il mio lavoro. Mi ritengo una persona fortunata in quanto lavorare nell’ambiente sportivo penso sia una delle cose più belle nella vita di una persona…è un ambiente sano, dove le persone sono rilassate e si divertono. Lo sport per me è la quotidianità. Dopo anni di attività agonistica in diverse discipline, 5 anni fa mi hanno diagnosticato un piccolo problema al cuore che mi ha costretto a smettere con l’agonismo e a ridurre sensibilmente la mia attività…beh dirvi che è stata una mazzata è dir poco. Ho fatto una fatica immensa e ancora oggi non riesco ad accettare questa mia nuova situazione. E’ difficile amare qualcosa e non poterlo dimostrare e vivere.